Donnerstag, 4. März 2021

Dietro le quinte di Energy3000 (parte III): “Non ci si annoia mai!”

L’ufficio back office di Energy3000, è tutto al femminile: dietro le quinte aziendali ci sono anche Elettra e Rachele! Entrambe non si occupano solo di back-office ma rispettivamente anche di marketing ed amministrazione. Elettra fa parte del team da più di tre anni mentre Rachele da quasi un anno.


In questo ufficio non ci si annoia mai!” questa frase risuona come un mantra tra entrambe le colleghe, ma non ha un’accezione negativa: “Più cose ci sono da fare, meglio è! In questo modo la giornata lavorativa diventa una sfida per portarle a termine tutte, e a noi le sfide piacciono molto...” afferma Rachele. Ogni giorno c’è sempre tanto da fare, ma non ci lamentiamo perchè ad entrambe piace quello che facciamo” aggiunge Elettra.

“La mia attività lavorativa preferita? Sicuramente la gestione degli ordini dei clienti, mi piace avere tutto sotto controllo e far sentire ai miei colleghi che si occupano delle vendite che non hanno di che preoccuparsi” afferma Elettra, “In ogni caso, sono contenta di tutte le attività che mi sono state affidate con il passare degli anni, non penso che nessuna sia migliore dell’altra, penso invece che facciano parte di un percorso di accrescimento professionale.” Rachele aggiunge: “Ho sempre pensato che un ruolo professionale nell’ambito dell’amministrazione potesse essere adatto a me, averlo trovato così presto è molto stimolante.”

Come vicini di casa in ufficio, Elettra e Rachele hanno i colleghi dell’ufficio tecnico che scherzano: “Capiamo se possiamo chiedere o meno una consulenza in base alle playlist che ascoltano su Spotify durante la giornata”. Ma questo non è vero, la disponibilità verso i colleghi è per entrambe uno dei principi fondamentali di buon lavoro: “Rispetto e chiarezza sono importantissimi nel rapporto tra colleghi, in ufficio l’atmosfera deve essere positiva, altrimenti chi avrebbe voglia di venirci ogni giorno?” afferma Rachele, ed Elettra aggiunge: “Ognuno deve rispettare il lavoro dell’altro e deve riconoscerne il valore, poi, se si va anche d’accordo – e questo è sicuramente il nostro caso – tutto funziona meglio!”

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